Appalti con ripetizioni

Una domanda che ci viene posta spesso riguarda le modalità con cui devono essere gestite le informazioni delle procedure che prevedono una “ripetizione” come, ad esempio, quelle gare per cui è previsto un primo contratto, ad esempio triennale, al quale può far seguito (o meno) una estensione per altri due anni.

Come devo comportarmi nei confronti di ANAC ? Chiedo un CIG per il primo contratto e successivamente un altro per l’estensione ? Come sono collegati tra loro questi CIG ? Come aggiudico il primo CIG ? Cosa metterò nel file XML Anticorruzione ?

La regola è molto semplice ed è ben descritta nella FAQ A36 di ANAC, i passaggi da fare sono i seguenti:

  1. acquisire un CIG per l’ammontare complessivo (prestazione originaria e prestazione opzionale), e selezionare nella scheda del lotto l’opzione il CIG prevede ripetizioni o altre opzioni;
  2. provvedere alla pubblicazione della gara e alla registrazione delle informazioni di aggiudicazione avendo cura di compilare il campo importo di aggiudicazione riferendosi esclusivamente alla prima parte della prestazione, escludendo quindi la ripetizione;
  3. proseguire con tutti gli adempimenti successivi alla aggiudicazione e previsti dalla normativa compresa la rendicontazione del CIG nel file XML Anticorruzione.

In caso di adozione dell’opzione, sarà necessario acquisire un nuovo CIG avendo cura di selezionare, nella relativa scheda del lotto, il campo “L’appalto prevede una delle seguenti ipotesi di collegamento”, e di inserire, alla richiesta, il numero del CIG del contratto originario.

Di conseguenza, le schede successive relative alla prestazione opzionale avranno uno sviluppo autonomo, un proprio collaudo/regolare esecuzione ed una propria rendicontazione nel file XML Anticorruzione.

Proroga tecnica e richiesta CIG ad ANAC

L’istituto della proroga tecnica è, come noto, utilizzabile per garantire la continuità della prestazione per il tempo necessario a completare l’iter delle procedure di scelta del nuovo contraente.

Il D.Lgs 50/16 all’art. 106 comma 11 infatti precisa che:

«La durata del contratto può essere modificata esclusivamente per i contratti in corso di esecuzione se è prevista nel bando e nei documenti di gara una opzione di proroga. La proroga è limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo contraente. In tal caso il contraente è tenuto all’esecuzione delle prestazioni previste nel contratto agli stessi prezzi, patti e condizioni o più favorevoli per la stazione appaltante».

Senza voler entrare nel merito delle motivazioni che portano un’amministrazione ad attivare questo istituto condividiamo, in questo breve articolo, la risposta ad una domanda che riceviamo, con una certa frequenza dai nostri clienti, ovvero:

Per attivare una proroga tecnica è necessario
richiedere un nuovo CIG ?

La risposta corretta a questa domanda è No, la proroga tecnica non richiede un nuovo CIG ma deve essere gestita con il CIG presente nel contratto principale.

Non siamo noi ovviamente a fornire questa risposta ma l’Autorità Nazionale Anticorruzione che all’interno delle sue FAQ precisa:

Non è prevista la richiesta di un nuovo codice CIG nei casi di proroga del contratto ai sensi dell’art. 106, comma 11, del Codice dei contratti pubblici, concessa per garantire la prosecuzione delle prestazioni nelle more dell’espletamento delle procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo soggetto affidatario.

La comunicazione dei dati all’Autorità inoltre dovrà proseguire sullo stesso CIG del contratto originario senza che sia necessario versare ulteriori oneri contributivi rispetto a quelli già sostenuti in fase di bando e offerta.

Anche di questo aspetto è possibile trovare riscontro nella documentazione pubblicata da ANAC che nelle sue FAQ precisa:

In caso di proroga c.d.. “tecnica” del contratto, esercitabile nei casi previsti dallo stesso (molto ristretti) la comunicazione dei dati deve avvenire proseguendo con lo stesso CIG. Le schede così comunicate metteranno in luce tramite il conto finale della scheda di “collaudo/regolare esecuzione” la parte maggiorata rispetto all’importo di aggiudicazione.
Ai fini della tracciabilità, quindi, resta valido il CIG originario.

Ovviamente, seguendo questa linea indicata da ANAC va da se che anche la rendicontazione delle informazioni che devono essere riportate nel file XML anticorruzione proseguirà sul medesimo CIG.  L’evidente differenza tra l’importo di aggiudicazione e le somme liquidate al fornitore per i CIG interessati da proroga tecnica darà evidenza della sua presenza.

Il RUP, un ruolo pieno di Responsabilità

Il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) è una figura fondamentale nella gestione di un appalto pubblico.

Le sue responsabilità prendono forma fin dalle prime fasi della programmazione di una procedura d’acquisto e terminano con la gestione e rendicontazione dell’appalto indipendentemente dalla sua tipologia e dal suo importo.

Come probabilmente già noto, nonostante l’incarico comporti importanti responsabilità e l’esposizione diretta a sanzioni pecuniarie, e in alcuni casi anche penali, il RUP nominato dall’amministrazione non può rifiutare l’incarico se non per mancanza di idonei requisiti.

I requisiti di professionalità richiesti al personale interno o esterno della stazione appaltante affinchè sia possibile conferire l’incarico di RUP sono descritti nelle linee guida ANAC n. 3/2017.

In particolare nel punto 4 della Parte II delle Linee guida indicate vengono riportati una serie di elementi che condizionano l’incarico al possesso di specifici titoli di studio e relativa esperienza maturata in funzione della tipologia di appalto e del suo importo.

La complessa distribuzione dei requisiti richiesti viene ampiamente giustificata dalla delicatezza del ruolo che questa figura ricopre, il RUP infatti, sinteticamente, vigila  sullo  svolgimento  delle  fasi  di  progettazione, affidamento  ed  esecuzione  di  ogni  singolo  intervento  e  provvede  a  creare  le  condizioni  affinché  il processo realizzativo risulti condotto in modo unitario in relazione ai tempi e ai costi preventivati, alla qualità  richiesta,  alla  manutenzione  programmata,  alla  sicurezza  e  alla  salute  dei  lavoratori  e  in conformità a qualsiasi altra disposizione di legge in materia.

E’ una figura che interviene e risponde direttamente di tutti gli eventi che si verificano durante il ciclo di vita dell’appalto mantenendo anche l’onere, verso ANAC, di rispettare tutti gli obblighi di trasmissione dati, dalla richiesta del codice CIG fino alla trasmissione delle schede di esecuzione passando per la pubblicazione della gara e la sua aggiudicazione ed esponendosi, anche in questo caso, a possibili sanzioni in caso di mancata od errata trasmissione dei dati.

Nuovi obblighi informativi per i settori speciali

Con il comunicato del 18 Dicembre 2019 ANAC ha dato nuove indicazioni alle stazioni appaltanti appartenenti ai settori speciali introducendo l’obbligo di trasmettere anche tutte le informazioni che caratterizzano la fase di esecuzione contrattuale specificando che:

…… gli obblighi di acquisizione del CIG, di trasmissione dei dati e di pagamento del contributo in favore dell’Autorità previsti per i settori ordinari e per i contratti esclusi dall’ambito di applicazione del codice dei contratti pubblici, si applicano anche ai Regimi particolari di appalto di cui alla Parte II, Titolo VI del codice medesimo, ivi compresi gli appalti aggiudicati da imprese che svolgono una delle attività previste dagli articoli da 115 a 121 del codice dei contratti pubblici (settori speciali).

Le stazioni appaltanti che appartengono ai settori speciali devono quindi, per tutti i CIG con data di perfezionamento successiva al 31 Dicembre 2019, inviare al SIMOG, seguendo regole e scadenze ben definite, anche le informazioni che riguardano:

  • l’avvio dell’esecuzione;
  • l’eventuale istanza di recesso;
  • la pianificazione dei SAL;
  • la conclusione;
  • eventuali fattispecie come:
    • il subappalto,
    • le varianti,
    • le sospensioni con le relative riprese,
    • l’accordo bonario e il recesso.

Per lo svolgimento di queste attività GGAP dispone di uno specifico modulo software perfettamente integrato con gli altri moduli del sistema e tutt’ora utilizzato da numerose stazioni appaltanti che appartengono ai settori ordinari e che da sempre sono sottoposte a questo specifico obbligo di trasmissione.

Il modulo dedicato alla fase di esecuzione contrattuale offre gli stessi importanti vantaggi degli altri moduli della piattaforma semplificando notevolmente il lavoro degli utenti attraverso:

  • la possibilità di inviare ad ANAC, direttamente dalla piattaforma, tutte le informazioni previste dagli obblighi di trasmissione senza doverle ri-digitare manualmente;
  • un sistema di errori cliccabili in grado di guidare l’utente; nell’inserimento delle informazioni richieste da ANAC;
  • uno scadenzario in grado di ricordare agli utenti quali schede devono essere inviate e con quali tempistiche;
  • una specifica reportistica che può essere personalizzata per soddisfare le specifiche esigenze della stazione appaltante;
  • la disponibilità in un archivio unico e centralizzato di tutte le informazioni che sono state trasmesse ad ANAC e che caratterizzano l’intero ciclo di vita della procedura di acquisto.